Q&A by Vibia, intervista ad Antoni Arola

8 marzo, 2017

Antoni Arola studia Disegno Industriale presso la Escola Superior de Disseny Eina a Barcellona. Nel 1994 fonda Estudi Arola. I suoi progetti abbracciano settori molto diversi, dall’illuminazione, all’arredamento, senza tralasciare il packaging, la progettazione d’interni e le esposizioni. Frutto della sua collaborazione con Vibia è la collezione Flamingo, vincitrice dei premi Best of Year Award e Wallpaper Design Award nel 2016, e la collezione Bamboo, di lampade per esterni, un progetto condiviso con il designer Enric Rodriguez.

 

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-Un ricordo dell’infanzia che ha a che vedere con la tua attuale professione di designer.

Ricordo che da ragazzino, durante una lezione di attività manuali, realizzai una specie di testa con fil di ferro e carta trasparente colorata, all’interno venne inserita una lampadina: si trasformò in una lampada.

 

-3 destinazioni da non perdere per un designer e architetto.

Kyoto, Burkina Faso (etnia Gurunsi) e il workshop di architettura di Bofill a Barcellona.

 

-Un luogo di Barcellona che non ti stanchi mai di visitare.

Ne ho vari… La spiaggia del Bogatell, durante l’inverno, e La Fundació Miró, prima della ristrutturazione.

 

-Il momento che preferisci durante la creazione di un nuovo progetto.

Quando appare la prima luce…

 

-La persona o il personaggio che ammiri di più.

I miei amici.

 

-Un aneddoto legato a qualche progetto in cui hai lavorato.

Ricordo perfettamente un progetto per El Bulli, con Ferran Adrià, il cliente più creativo che ho mai avuto e avrò (fatto che mi impressiona). Ricordo una frase, dal tono un po’ aspro, che a volte ripeteva: -” Che succede? Siamo minimalisti o non abbiamo idee?”.

 

-Un film o un libro da non perdere.

Ho letto ultimamente -dietro raccomandazione di mia moglie- un piccolo gioiello, Biografia del Silenzio, di Pablo d’Ors.  E un film?  Ora mi viene in mente Billy Elliot… mi fa piangere ogni volta che lo vedo.

 

-Che consiglio daresti a uno studente di Disegno Industriale.

Che lavori con entusiasmo, dimenticandosi di se stesso.

 

-Esiste qualche tipologia di oggetto o progetto nel quale finora non ti sei mai ancora cimentato e che ti piacerebbe diventasse la tua prossima sfida?

Per me, la prossima sfida non è una tipologia, è fare qualcosa di più, qualcosa di gran lunga superiore rispetto al progetto precedente: è fare qualcosa che duri, al di là delle mode.

 

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