///Q&A con Note Design Studio

Q&A con Note Design Studio

2018-06-06T15:10:43+00:006/06/2018 |

Note, studio di design pluripremiato con sede a Stoccolma, adotta un approccio collaborativo al suo lavoro multidisciplinare, spaziando dall’architettura e dagli interni al design di prodotto e grafico. Conosciuto per il suo raffinato stile scandinavo, il team di Note ha realizzato progetti per marchi internazionali come Menu, Fogia, Design Within Reach e naturalmente Vibia, per cui ha creato la collezione Musa. Abbiamo parlato con i designer Kristoffer Fagerström e Charlotte Ackemar per saperne di più sul loro lavoro e le loro fonti di ispirazione.

 

Vibia Stories Q-A Artists 0029 NOTE

 

 Qual è il tuo momento preferito del processo di progettazione?

Charlotte:
Penso che ci sia qualcosa di speciale nel primo prototipo. Quando i tuoi schizzi e i semplici modelli iniziali prendono vita, e li puoi vedere in una scala e in un materiale appropriati.

Krisfoffer:
La prima traccia d’inchiostro sulla carta. Il momento in cui dal nulla nasce qualcosa.

 

Con che designer famoso ti piacerebbe uscire a cena?

Charlotte:
Vorrei tornare indietro nel tempo per poter cenare con la poliedrica Ray Eames nella sua casa mozzafiato.

Krisfoffer:
Ce ne sono tanti, ma non mi dispiacerebbe cenare in compagnia della scenografa Es Devlin e dello stilista Henrik Vibskov. Due spiriti liberi nei rispettivi campi del design.

 

 L’aspetto più bello del lavoro di squadra

Charlotte:
Ho letto da qualche parte che fino al 65% delle tue competenze in ambito lavorativo provengono dai colleghi. Lavorare in squadra è molto utile ed è un ottimo modo per non rimanere intrappolato in quello spazio dove tendi a cadere quando non osi osare. 

Krisfoffer:
Charlotte:) Scherzi a parte, credo veramente nella forza di una squadra. Quando inizio un progetto ho sempre la sensazione che tutto andrà benissimo semplicemente perché posso sempre contare sull’appoggio di un gruppo.

 

 L’aspetto peggiore del lavoro di squadra

Charlotte:
Siamo dodici persone con dodici caratteri forti:)

Krisfoffer:
Le discussioni possono ovviamente essere faticose. Confido più nei buoni risultati che nelle buone argomentazioni.

 

 Cosa non perdersi a Stoccolma

Charlotte:
Millesgården, che fino al 1931 fu la casa e lo studio dello scultore Carl Milles e sua moglie Olga. Oggi è un museo d’arte con un bellissimo parco di sculture vicino all’acqua, sull’isola di Lidingö, da cui si domina la zona settentrionale del centro di Stoccolma.

Krisfoffer:
In estate raccomanderei l’arcipelago di Stoccolma. Prendere una barca qualsiasi diretta ai confini dell’arcipelago. Portarsi dietro un cestino da picnic.

 

 Citazione preferita

Charlotte:
“Se non riesci a trovare la tua opportunità, creala.”

Krisfoffer:
La vita e la morte sono parti naturali dell’esistenza umana, e l’unica citazione che conosco è questa: “Lascia che il tuo dolore ti sommerga, ma non affondare nel dolore”.

 

Cosa raccomanderesti a tutti di provare almeno una volta nella vita?

Charlotte:
Qualcosa di nuovo, ogni giorno. Non serve niente di enorme, basta qualcosa per rompere la tua routine.

Krisfoffer:
Scollegare lo smartphone e i social network per un lungo periodo.

 

 La più importante lezione di vita o di design che hai imparato finora

Charlotte:
È importante avere sogni e obiettivi, ed è altrettanto importante sapere come e a che prezzo si è disposti a raggiungerli. Tra di noi parliamo spesso di quanto ci arricchisce come persone e come membri di Note il fatto di amare quello che facciamo e di divertirci mentre lo facciamo.

Krisfoffer:
Si potrebbe dire che più imparo, meno so. È difficile da spiegare, ma l’esperienza mi ha insegnato che non esiste una soluzione unica a un problema o un percorso unico per farcela. Se dici di avere l’unica risposta a un problema, probabilmente ti sbagli:)

E… la nascita della mia prima figlia, 9 anni fa, mi ha davvero aperto gli occhi. È difficile raccontare a parole cos’ha rappresentato esattamente, ma ho capito che la vita è troppo breve e preziosa per sprecarla in cose inutili o negative. Se trasferisco questa prospettiva all’ambito lavorativo, direi che scegliamo i nostri clienti con il cuore piuttosto che con il portafoglio. Vibia è sicuramente una di quelle collaborazioni dotate di un’intensità profonda.

 

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