Intervista a Lucia Ortutová

16 gennaio, 2020

Residente a Bratislava, Lucia Ortutová ha studiato architettura e design d’interni all’Università di Tecnologia della Slovacchia. Nel 2015 ha aperto il proprio studio di design, Ortuta Architects, con il marito, anch’egli architetto. Ortutová è specializzata in design residenziale, ma recentemente si è dedicata a progetti commerciali come l’elegante Mirror Bar di Bratislava, dove ha utilizzato illuminazione Vibia.

Continua a leggere per conoscere le influenze e l’estetica di Ortutová, le sfide che devono affrontare le donne nel design e altro ancora.

“Quando si collabora con clienti che sono emotivamente legati al proprio progetto, è essenziale dedicare loro molto tempo e attenzione. Si impara ad ascoltare veramente.”

Quando nasce il tuo interesse per il design e l’architettura?

Ho sempre amato disegnare e dipingere, fin dalle scuole elementari. Se avevo qualche minuto libero lo dedicavo a un’attività artistica. In seguito ho scoperto di avere un certo talento grazie al mio insegnante di arte del liceo negli Stati Uniti, dove ho partecipato a un programma di scambio. È stato lui che mi ha incoraggiato a presentarmi a concorsi artistici e a mi ha spinto a un legame più profondo con l’arte in generale. Da quel momento ho iniziato a considerare l’architettura come il mio futuro campo di studio.

Cos’ha influenzato inizialmente il tuo approccio al design?

Sono cresciuto in un piccolo villaggio nel nord della Slovacchia. Per questo mi sono sempre sentita molto vicina alla natura, ai materiali naturali e a un approccio manuale all’arte. Amo molto lavorare con il legno e la pietra, combinandoli con materiali da costruzione più contemporanei.

Come descriveresti la tua esperienza nel mondo del design in quando donna?

Quando si collabora con clienti che sono emotivamente legati al proprio progetto, è essenziale dedicare loro molto tempo e attenzione. Si impara ad ascoltare veramente. In questo modo si arriva a capire le loro esigenze e le loro preferenze. Mi piace pensare di essere abbastanza brava in questo e che ciò sia legato al mio essere donna, ma credo che non si possa generalizzare.

Le sfide più difficili che hai dovuto affrontare?

Essere un’architetta professionista e madre di due figli.

“Nel mondo del design, come in qualsiasi altro campo, per noi è molto difficile essere allo stesso tempo delle buone madri e delle professioniste di successo. Non è impossibile, ma richiede molta autodisciplina e una buona gestione del tempo.”

Hai lavorato in altri studi di architettura prima di aprire il tuo. Come descriveresti la differenza?

Ho iniziato a lavorare in un noto studio di architettura quand’ero all’università. È stata un’esperienza fantastica che mi ha permesso di imparare direttamente dai migliori architetti. Ho avuto anche l’opportunità di osservare cosa significa lavorare all’interno di un’ampia squadra di designer, ed è stato molto utile. Poi ho capito che volevo essere a diretto contatto con il cliente. Per questo ho iniziato a lavorare con mio marito. All’epoca avevamo già una famiglia, per cui per me era anche molto più pratico potermi gestire il tempo in maniera autonoma. Non è possibile paragonare le due esperienze. Le responsabilità sono molto diverse, ma poter gestire il proprio tempo tra il lavoro e la vita privata è qualcosa che non ha prezzo.

Credi che per le donne sia più difficile creare il proprio studio di architettura/design?

Penso che avviare e gestire la propria attività sia altrettanto difficile per uomini e donne. Ma per le donne le cose si complicano quando arrivano i figli. Nel mondo del design, come in qualsiasi altro campo, per noi è molto difficile essere allo stesso tempo delle buone madri e delle professioniste di successo. Non è impossibile, ma richiede molta autodisciplina, una buona gestione del tempo e, nel mio caso, un enorme aiuto da parte di mio marito, che è anche lui architetto.

“Dato che non c’è mai abbastanza tempo per sviluppare il progetto, bisogna trovare rapidamente un’idea e, alla fine della giornata le idee nate velocemente si rivelano le migliori.”

In che tipo di progetti sei specializzata, residenziali o commerciali?

Da anni mi sono specializzata nell’edilizia residenziale e di interni. Questo mi permette di sviluppare un rapporto unico con i clienti e di pensare uno spazio abitativo su misura per loro. È una cosa che può risultare impegnativa quando le preferenze progettuali del cliente sono molto specifiche.

Due anni fa ho iniziato a lavorare ad alcuni interni commerciali. I progetti commerciali tendono a essere meno dispendiosi in termini di tempo perché i clienti non vi sono così emotivamente legati come nel caso dei progetti residenziali privati. Questo di solito offre agli architetti un maggiore spazio di manovra per essere se stessi e creare qualcosa che si avvicini alle loro preferenze.

Come descriveresti la tua estetica?

Mi piacciono il design e l’architettura che hanno un senso. Mi piace mantenerli semplici, puliti, naturali e acuti.

Hai lavorato in televisione. Com’è stata l’esperienza?

Ho lavorato per un programma televisivo chiamato Nové Bývanie, che ruota attorno alla gente che sta pensando di acquistare un immobile. Io sono una delle architette che crea una visualizzazione di come potrebbero essere i futuri interni se il cliente decidesse di acquistarlo.

È molto stimolante e divertente perché mi permette di confrontarmi con una prospettiva diversa dalla mia e di collaborare con professionisti molto creativi di settori completamente differenti. Inoltre, dato che non c’è mai abbastanza tempo per sviluppare il progetto, bisogna trovare rapidamente un’idea e, alla fine della giornata le idee nate velocemente si rivelano le migliori. È un programma piuttosto interessante per gli spettatori che possono vedere come lavorano architetti e designer e scoprire come si può migliorare un edificio che all’inizio sembra senza speranza.

Com’è la scena del design slovacco in questo periodo?

Attualmente è florida, soprattutto nella parte occidentale del paese, il che significa molto lavoro. La gente ha iniziato a rendersi conto del valore e dell’importanza degli architetti e dei designer e ad accordare loro maggiore fiducia. Questo naturalmente migliora la qualità del lavoro di progettazione. Inoltre, i clienti e i designer sono più attenti all’ambiente e questo ha avuto un impatto relativamente forte sui materiali da costruzione e sull’approccio ai progetti in generale.

Quali sono i progetti futuri che vi entusiasmano di più?

Sicuramente il nostro progetto di spa e fitness per l’hotel Carlton di Bratislava. Stiamo anche iniziando a ridisegnare il ristorante dell’hotel, il Savoy. Ha un grande potenziale e l’edificio storico in sé è straordinario.